The Secret (2009)

Federico Ciamei - The Secret (2009) Federico Ciamei - The Secret (2009) Federico Ciamei - The Secret (2009) Federico Ciamei - The Secret (2009) Federico Ciamei - The Secret (2009)

“Più volte, in una foresta, ho sentito che non ero io a guardare la foresta. Ho sentito, certi giorni, che erano gli alberi che mi guardavano, che mi parlavano…Io ero là, in ascolto…Credo che l’artista debba lasciarsi penetrare dall’universo, e non volerlo penetrare… Attendo di essere interiormente sommerso, sepolto” dice André Marchant.

Proprio su questa frase s’inserisce il continuo lavoro di ricerca di Federico Ciamei sull’essenza che sprigionano le cose, che qui si fa scatola segreta a custodire l’ involucro dell’enigma.

Involucro che diventa oggetto e si colloca nei “preliminari” della mente, del luogo, nel terreno del mondo sensibile prim’ancora d’essere usato. L’oggetto diventa vedente qualcosa che all’autore è invisibile, facendosi corpo e dotato d’involucro a noi sconosciuto.

Lo spazio dell’oggetto qui non è un reticolo di relazioni tra altri oggetti ma è uno spazio che parte dall’autore come punto zero,  che esso vive dall’interno auto-inglobandosi nella cosa.

La luce invece,  diventa un’azione a distanza e non più ridotta ad azione di contatto, qui si tratta di far parlare la luce che non è esistente ma è ri-creata per interrogarla senza fine, poiché la visione, a cui essa è rivolta, è anch’essa interrogazione.

I protagonisti delle foto tengono fisso lo sguardo nella luce, e ne restano incantati e spiazzati come se il corpo di luce non riesca mai a raggiungerli, seppur dotati di energia in-potenza,  simile a quella delle galassie che si allontanano a velocità superiore di quella della luce.

Infatti essere contemporanei è una questione di coraggio ci dice Giorgio Agamben, perché significa essere capaci non solo di tener fisso lo sguardo nel buio dell’epoca, ma anche di percepire il quel buio una luce che, diretta verso di noi, si allontana infinitamente da noi.

Cosa c’è nelle profondità? Cosa c’è nella scatola?Cosa c’è nell’oggetto? Cosa ci attraverserà di quel fascio di luce?

Cosa rappresentano le cose per noi stessi e per l’artista dal momento in cui ci attraversano e ci inglobano?

Auronda Scalera 15 aprile 2009

M. M. Ponty, L’occhio e lo Spirito, ed. SE, 1989, Milano.
G. Agamben, Che cos’è il contemporaneo?, ed. Nottetempo, 2008, Roma.